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Approvata la legge “Palestre Aperte”: una nuova disciplina per l’utilizzo degli impianti sportivi scolastici

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Fonte foto: Freepik

Secondo quanto previsto dalla normativa, anzidetta “Legge Berruto” – primo firmatario fu l’ex CT azzurro della Nazionale maschile di volley Mauro Berruto – le palestre facenti parte degli edifici scolastici, al termine delle lezioni, saranno nella piena disponibilità dei loro proprietari, ossia gli enti locali, che potranno assegnarle tramite apposite convenzioni alle società sportive dilettantistiche. L’utilizzo degli impianti sarà consentito esclusivamente al di fuori dell’orario scolastico, comprese le attività extracurriculari e il periodo di interruzione estiva delle attività didattiche, quando dunque le scuole saranno chiuse, superando così uno dei limiti più evidenti del passato.

Un elemento innovativo e di grande rilevanza introdotto dal provvedimento è la possibilità per le società sportive senza fini di lucro di proporre interventi di ammodernamento e riqualificazione delle palestre scolastiche. In cambio degli investimenti effettuati, tali associazioni potranno ottenere l’utilizzo gratuito della struttura per un periodo di tempo proporzionale all’entità dell’intervento, promuovendo così un modello di collaborazione virtuosa tra pubblico e privato finalizzato alla valorizzazione del patrimonio sportivo pubblico.

La legge stabilisce inoltre che l’impiego delle palestre, delle aree di gioco e degli impianti sportivi scolastici potrà essere esteso non solo ad allenamenti, ma anche allo svolgimento di gare ufficiali, incrementando così l’attrattività e la funzionalità delle strutture sul territorio. Tale apertura rappresenta un’importante occasione per potenziare lo sport di base e favorire l’aggregazione sociale, aspetti cruciali specie in un Paese come l’Italia che, come testimoniano i dati, non ha ancora sviluppato una piena cultura sportiva diffusa.

Sul fronte organizzativo, la legge prevede un meccanismo di coordinamento tra le esigenze didattiche e l’apertura degli impianti al territorio. I consigli di istituto, nell’ambito dell’aggiornamento del piano triennale dell’offerta formativa, dovranno comunicare all’ente locale le attività didattiche e sportive per le quali non è consentito l’uso, anche parziale, delle palestre e degli impianti sportivi, garantendo così una gestione armoniosa e condivisa delle risorse.

Questa riforma si distingue nettamente dalla situazione precedente, caratterizzata da una gestione complessa e spesso frammentata. Prima dell’approvazione della legge, infatti, l’utilizzo delle palestre scolastiche da parte di soggetti esterni era subordinato a convenzioni complicate e spesso lunghe da definire, stipulate dapprima tra le scuole e i Comuni e successivamente tra i Comuni e le associazioni sportive. Molte palestre restavano chiuse nel pomeriggio, alla sera, nei weekend e durante le vacanze estive, limitando fortemente la possibilità per la cittadinanza di accedere a spazi sportivi pubblici.

Il valore dello sport, riconosciuto dalla legge “Palestre Aperte”, – cita il testo – va oltre la semplice pratica fisica: lo sport è uno strumento efficace di prevenzione delle dipendenze e un presidio sociale fondamentale per la crescita sana di bambini e giovani. Promuovere una maggiore diffusione delle attività sportive rappresenta, pertanto, un obiettivo strategico per la salute pubblica e per la coesione sociale.

Questo provvedimento rappresenta un importante tassello nel cammino per costruire un’Italia più sportiva, sana e inclusiva.