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L’arte dell’Ippon viaggia sul web: intervista a Mr Maghe, la voce social di “Judoka Italiani”

| REDAZIONE |

In Italia il Judo vive una dinamica singolare, dove lo straordinario valore della disciplina attende ancora di riflettersi pienamente nella percezione pubblica. Infatti, nonostante sia un movimento radicato, che conta circa 106.000 praticanti e oltre 4.000 associazioni sul territorio nazionale, e rappresenti una disciplina capace di regalarci continuamente campioni straordinari, medaglie d’oro e podi olimpici da brividi, la realtà quotidiana è ben diversa. Spenti i riflettori dei Cinque Cerchi, questo sport fatica ancora a trovare lo spazio che merita sui media tradizionali.


Proprio per questo, oggi più che mai, emerge la vitale necessità di trovare nuove casse di risonanza e canali alternativi, capaci di superare questa marginalità mediatica e raccontare il Judo oltre le grandi scadenze olimpiche.


In attesa di segnali dal circuito mainstream, nonostante tutto, è proprio in questo cono d’ombra che, rispetto ad altri sport, emerge la vera forza del movimento: una base solida che continua a produrre talenti purissimi quasi per autogenesi, attingendo alla propria passione e alla filosofia del tatami per andare talvolta oltre i canali ordinari.


Poi succede che, se i canali tradizionali distolgono lo sguardo, ci pensa la community digitale a fare da megafono a questa realtà. Da evidenziare la presenza sul web di uno spazio social che fa proprio questo: grazie all’intuizione di chi sul tatami ci ha passato una vita intera, ecco un contenitore dal nome “Judoka Italiani”, attraverso il quale, un ex judoka, alias Mr Maghe, il cui vero nome è Michele Cozzolino, ha deciso di trasformare il proprio profilo in una piccola, grande vetrina interamente dedicata alle nuove leve. Il format è semplice quanto potente: una striscia quotidiana che raccoglie e celebra gli ippon (il punteggio massimo nel Judo) più spettacolari, puliti e travolgenti degli atleti emergenti. Più che un semplice canale d’intrattenimento, si tratta di un vero e proprio “aiuto” concreto, un megafono digitale per dare il giusto valore e la visibilità che spettano ai campioni di oggi e di domani.

Lo abbiamo intervistato per farci raccontare come un video di pochi secondi possa accendere un faro sul futuro di questo sport.

Chi è Michele Cozzolino judoka?
“Il judoka non si definisce, si vive. Per me il Judo è una terapia di vita iniziata nel 1982, un amore a prima vista che non ha mai smesso di accompagnarmi. Salire sul tatami è il momento in cui tutto trova il suo equilibrio: è gioia, è rigore, è confronto. Fuori dal tatami, cerco di portare con me i valori di Jigoro Kano: la gentilezza, il rispetto, il miglior impiego dell’energia, trasformandoli in una missione quotidiana: far sì che il judo non sia solo uno sport, ma un faro per chiunque si avvicini a questa disciplina.”

Come nasce l’idea di creare il canale social “Judoka Italiani” con i tuoi “ippon approved”?
“L’idea nasce nel 2008 con un obiettivo semplice: dare luce. Volevo che il judo italiano avesse una casa digitale dove la qualità tecnica fosse protagonista. Volevo che le azioni spettacolari dei nostri atleti non finissero nel dimenticatoio dopo il match, ma fossero celebrate. Così è nato “Mr. Maghe” e il marchio “IPPON APPROVED”: un modo per certificare l’eccellenza e trasmettere a chiunque la bellezza del gesto tecnico”.

Il Judo è una disciplina basata su tradizione e rispetto. Come si sposa questa filosofia antica con la velocità e la “frenesia” dei moderni social network?
“Sembrano mondi opposti, ma in realtà si completano. Il Judo è movimento, è fluidità; i social sono il mezzo per rendere quel movimento virale. La frenesia del web è l’antitesi dello studio profondo, ma se usata con intenzione, può essere il veicolo perfetto per educare il pubblico, mostrare la bellezza dell’ippon e avvicinare le persone al dojo”.

Cosa rende un “punto” assegnato un “ippon approved” ai tuoi occhi? Quali sono gli ingredienti tecnici ed estetici che cerchi in un video?
“Un Ippon approvato non è solo un punto sul tabellone. Per me è il perfetto connubio tra controllo, tempismo e fluidità. Cerco l’eleganza nel gesto: quando vedo un judoka che entra con la massima dedizione, nel momento esatto in cui l’avversario è più vulnerabile, ecco, quello è un momento che merita di essere celebrato”.

Quanto ti aiuta la tua esperienza passata da judoka quando devi montare un video, scegliere il frame esatto o capire il tempismo di una mossa?
“La mia esperienza passata aiuta tantissimo. È l’occhio del judoka che fa la differenza. Quando monto un video, non vedo solo immagini: vedo la respirazione, la tensione, la proiezione del baricentro. Sapere quando tagliare, quando rallentare per enfatizzare il fulcro della tecnica, è un lavoro che si fa con la memoria muscolare, non solo con il mouse”.

C’è una tecnica che amavi particolarmente eseguire quando combattevi e che oggi ami particolarmente valorizzare nei tuoi contenuti?
“Per quanto riguarda le tecniche, ho sempre avuto una predilezione per gli “Ashi-waza”, ovvero quelle proiezioni che si eseguono principalmente con i piedi. Hanno un fascino tutto loro: sono pulite, veloci e richiedono un senso del tempo perfetto. Non serve la forza bruta, ma la capacità di leggere il movimento dell’avversario e colpirlo quando è più fragile.
Valorizzare queste azioni nei miei video è un modo per mostrare quanto possa essere poetico il judo, insegnando ai più giovani che dietro un gesto così rapido c’è una dedizione infinita fatta di studio, ripetizione e amore per il dettaglio”.

I tuoi canali sono di fatto una vetrina per i giovani talenti. Che impatto vedi sui ragazzi quando scoprono di essere finiti nei tuoi video?
“Vedere la gioia nei loro occhi quando si ritrovano nei miei video è la mia ricompensa più grande. Per loro non è solo un post: è il riconoscimento di ore di sudore. Diventa un incentivo a fare sempre meglio, a non mollare mai”.

In un’epoca in cui molti sport faticano ad attirare le nuove generazioni, i social possono essere la chiave per ripopolare i dojo?
“Credo fermamente che i social siano la chiave. Il judo ha un fascino unico, ma va raccontato. I social sono la finestra da cui le nuove generazioni guardano il mondo: se riusciamo a mostrare la potenza e la bellezza di uno sport che insegna a cadere per poi rialzarsi, allora avremo sempre nuovi praticanti sui nostri tatami”.

Chi è l’atleta emergente che ti ha fatto esclamare: “Wow, questo è un fenomeno” negli ultimi mesi?
“Per quanto riguarda i talenti, preferisco non fare un nome solo per non dimenticare nessuno, ma il panorama italiano è in grande fermento. Vedo quotidianamente ragazzi con una grinta agonistica che mi fa dire: il futuro del Judo italiano è in ottime mani”.

Parliamo del lavoro di editing: rallentatore, focus sui piedi, musica d’impatto. Quanto lavoro c’è dietro un video che dura magari solo 10 secondi?
“Dietro ogni video, anche di soli 10 secondi, c’è un lavoro enorme. Il rallentatore serve a rendere leggibile la tecnica, la musica ad amplificare l’impatto emotivo. Cerco sempre di trovare la sintonia perfetta tra il ritmo della musica e il momento dell’impatto. È un lavoro certosino, fatto per rispetto verso l’atleta che ha compiuto l’azione”.

C’è stata una risposta emozionante o inaspettata che hai ricevuto da un ragazzo (o dai suoi genitori) dopo aver pubblicato un video?
“Ho ricevuto messaggi di genitori commossi che, guardando i video, hanno capito meglio la passione dei propri figli. È un feedback che va oltre lo sport: è un ringraziamento per aver dato valore all’impegno di un ragazzo. Momenti come questi confermano che la strada intrapresa è quella giusta”.

Finora abbiamo visto video di valorizzazione e highlights. C’è qualche nuovo format da dedicare al judo italiano che bolle in pentola per il futuro?

“Il mio cervello è sempre in fermento! Non mi fermo mai: ogni anno amo sperimentare nuovi formati per valorizzare al meglio il judo e i nostri atleti italiani. Proprio per raggiungere un pubblico ancora più vasto e dinamico, ho recentemente ampliato la mia presenza aprendo il profilo TikTok. L’obiettivo è continuare a evolvere, magari introducendo approfondimenti in cui i grandi campioni raccontano in prima persona cosa passa per la testa un istante prima di un Ippon. Il mio impegno resta costante: far crescere il movimento e onorare, con ogni singolo contenuto, i principi del Maestro Jigoro Kano. Vi invito a seguirmi sui miei canali social per non perdere le prossime storie di eccellenza del judo italiano”.

La redazione di Italico Sportivo ringrazia Michele Cozzolino, alias Mr Maghe, per il tempo che ci ha dedicato e, con un ideale inchino sul tatami, auguriamo un caloroso in bocca al lupo per i suoi progetti futuri, con l’auspicio che il suo lavoro di valorizzazione dei giovani atleti judoka italiani, continui a raccogliere consensi.